Dibattito a Modem, Rete uno, 15.10.2026
Oltre un miliardo di euro al giorno: a tanto ammonta, secondo i dati dell’Unione europea, lo squilibrio negli scambi commerciali tra la stessa UE e la Repubblica Popolare Cinese. Nel 2025 un divario da circa 360 miliardi di euro, alimentato dalla sovraccapacità produttiva di Pechino e da massicci sussidi statali in settori strategici come veicoli ibridi ed elettrici, pannelli solari e componentistica industriale.
Di fronte al rischio di deindustrializzazione e alla crescente pressione su certi settori industriali, Bruxelles sta intensificando le misure di difesa commerciale: dazi compensativi, clausole di salvaguardia e tetti alle importazioni, con però il rischio di esporre il fianco a solide contromisure cinesi.
Chiedendoci anche in quale misura le difficoltà europee si riflettono o meno sulla Svizzera, paese che contrariamente all’UE dispone di un accordo di libero scambio con la Cina, ne discutiamo a Modem con:
· Alessandra Gianella, titolare della ditta SinoCom, consulenza e mediazione interculturale tra Cina e Svizzera
· Giorgio Prodi, professore associato di economia, Università Modena e Reggio Emilia
· Nicola Tettamanti, imprenditore, Ceo di Tecnopinz e presidente di Swissmechanic

